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378.211 grazie!

6 novembre 2009

Cari amici,

domani l’assemblea nazionale eletta il 25 ottobre si riunisce per confermare la nomina di Pierluigi Bersani a segretario del Partito Democratico. Ci aspetta un percorso ancora appassionante di proposte, discussioni, sfide dedicate al futuro del PD e dell’Italia.

Non vi ringrazierò mai abbastanza per il risultato che abbiamo raggiunto, per il coraggio che mi avete trasmesso, ogni volta che ho incontrato lo sguardo di qualcuno di voi o ogni volta che vi ho incrociato sul web.

Sono orgoglioso, ora che lo stupore di questa avventura lascia spazio ad emozioni più riflessive, di aver suscitato speranza, di aver acceso in voi la convinzione di poter cambiare le cose, di aver trovato tantissimi pronti ad accettare e rilanciare la sfida per un’Italia migliore.

378.211 persone hanno sostenuto e votato per me e per la mozione: un numero incredibile per chi solo pochi mesi fa era un semplice e poco esperto senatore.

Ancora grazie. Oggi sento la forza e la responsabilità di questo risultato, so che abbiamo davanti a noi ancora molta strada da fare e che nessuna energia va sprecata.

Continueremo a lavorare sulle idee che hanno unito la mozione, continueremo a spenderci per un Partito democratico più aperto, laico, attento alle persone. Continueremo a fare di tutto per cambiare le cose che in Italia non funzionano.

Non smettete di far sentire la vostra opinione, scriveteci i vostri suggerimenti: stiamo raccogliendo le idee per rilanciare la nostra sfida, per individuare nuovi spazi e nuovi modi per far pesare la nostra voce. So che siamo in tanti, ascolto i vostri messaggi e vi dico che sì, andremo avanti.

Sorprendiamo l’Italia, abbiamo detto. Ora abbiamo molto da fare.

I nostri auguri vanno naturalmente a Matteo Cornacchia, unico pordenonese eletto alle Primarie del 25 ottobre.

L’elezione di Debora Serracchiani

2 novembre 2009

di Ruben Colussi, componente Assemblea Regionale

Come noto l’elezione di Debora Serracchiani a segreteria regionale del PD con il 52% è frutto di una convergenza trasversale di voti. Quei voti mettono assieme personaggi e posizioni politiche molto differenti tra di loro. C’è l’area ex Margherita, una parte di ex DS, persone che si sono riconosciute nella lista “ semplicemente democratici” della Serracchiani stessa, una parte di voti che si sono espressi per Bersani e Marino nelle liste nazionali. Non sarà certamente facile gestire questo “essemble” assai composito. Qualche segno e qualche distinguo che attestano questa difficoltà si sono già fatti sentire e si faranno sentire ancora di più nel futuro in considerazione dello scarso risultato ottenuto su scala nazionale dalla lista “semplicemente democratici “. In prospettiva ciò porrà inevitabilmente la Serracchiani nella necessità di riprecisare il proprio profilo politico e non sarà una passeggiata né per lei né per il PD regionale.
Ma c’è un altro elemento che rende per così dire instabile la situazione del PD regionale. Ai 120 eletti dalle primarie (62 Serracchiani e 58 gli altri) si sommano circa 44 componenti di diritto nella assemblea regionale che sono i consiglieri regionali, i sindaci di capoluogo, i capigruppo provinciali ecc.. Ovviamente ognuno di costoro ha una propria posizione politica che potrebbe far variare gli equilibri prodotti dalle primarie su questo o quest’altro argomento.
In queste condizioni che tipo di maggioranza avrà la Serracchiani? E c’è effettivamente questa maggioranza?
Per dare una risposta a questa domanda i prossimi mesi saranno molto importanti. Se la Serracchiani resterà ingabbiata nelle contraddizioni della propria maggioranza o nei numeri “ballerini” della assemblea regionale è assai probabile che diventi un segretario dimezzato.
Per non diventarlo dovrà sciogliere subito alcuni nodi evitando “l’impaludamento” del PD. A mio avviso alcuni passi in questa direzione possono essere fatti affrontando immediatamente tre questioni :

  1. La scelta di un modello federale del partito deve essere netta e ben delineata nei suoi contorni. Ciò significa tra l’altro chiedere il superamento dei documenti congressuali regionali sui quali si è votato ponendo la questione della costruzione di un programma del PD in cui si riconosca tutto il partito e con il quale arrivare al 2013.
  2. Bisogna scrivere uno statuto regionale del PD che definisca regole vincolanti e aiuti la formazione di maggioranze chiare. Nello statuto devono inoltre essere contenute norme precise sul numero dei mandati e sui comportamenti etici degli eletti.
  3. Il PD regionale deve essere diretto sul piano politico da una direzione costruita in modo unitario che tenga in debito conto le diverse sensibilità politiche ma dotata anche di una forte caratterizzazione programmatica. I compiti di carattere esecutivo possono benissimo essere affidati ad uno staff tecnico.

A questo punto una considerazione conclusiva è d’obbligo. Riuscirà Debora Serracchiani a dare un volto nuovo al PD del Friuli Venezia Giulia? Dopo le elezioni europee e le primarie siamo arrivati al dunque di tanti discorsi e alcune decisioni incombono. E’ in questi momenti che si vede la stoffa di cui è fatta una persona che ha compiti di direzione.

Articolo pubblicato sul Messaggero Veneto di oggi

Cominicato stampa

2 novembre 2009

Mercoledì 28 ottobre ’09 si è riunita la mozione Marino a Pordenone per una prima valutazione sulle primarie del 25 ottobre.

Il risultato conseguito dalla mozione a livello regionale e provinciale è stato giudicato positivo sia in relazione ai voti conseguiti, sia nella crescita del dibattito sui temi propri della mozione quali la laicità, l’etica della politica ecc.
La grande partecipazione al voto inoltre è un patrimonio che il PD deve saper valorizzare in una logica unitaria. Bisogna infatti comprendere che l’espressione di voto degli elettori su una qualsiasi delle mozioni congressuali coincide anche con un desiderio generalizzato di unità e di superamento delle continue divisioni interne. Il risultato del voto e la sua articolazione interna tra le diverse mozioni congressuali a livello regionale e provinciale, va letto quindi come una ricchezza da non disperdere nella mera definizione di una area che ha vinto e un’altra che ha perso. Al contrario, la diversità delle sensibilità presenti all’interno delle varie mozioni congressuali, permette di ragionare in modo aperto e non predeterminato sul programma regionale da definire e sugli organismi regionali da costruire.

L’elezione della Serracchiani, deve quindi ora essere accompagnata da uno sforzo che superi i documenti congressuali sui quali è avvenuto il dibattito per le primarie, lavorando sulla costruzione di una più ampia e elevata unità programmatica e gestionale del partito.
Il contributo che la mozione Marino darà in questa direzione può essere condensato, in queste prime settimane, su due temi.
Il primo è dato dalla volontà di non costituire una corrente interna al partito che rivendichi la percentuale ottenuta al congresso e i posti conseguenti. Per noi inizia una fase nuova che va affrontata in una discussione libera da appartenenze a correnti.
Il secondo riguarda la necessità di dotarsi al più presto di uno Statuto che fissi regole certe e dia nuova linfa alla vita del partito. In questo ambito è di importanza centrale la definizione di norme che favoriscano il rinnovamento dei gruppi dirigenti e degli eletti negli incarichi istituzionali e che offrano una immagine del partito attivo contro i privilegi e le lottizzazioni politiche.

La mozione Marino di Pordenone

E io? Io scelgo Marino. Matteo Cornaccia

24 ottobre 2009

E io? Io scelgo Marino. Giacomo Lagona

24 ottobre 2009

Ultimi giorni

23 ottobre 2009


Cari amici,

Eccoci arrivati all’ultimo miglio di questa lunga corsa per la Segreteria del Pd. È stata un’esperienza entusiasmante, dura in certi passaggi, ma che ha portato già grandissimi risultati.

Il Pd che si affaccia al giorno delle Primarie è un Pd già rinnovato, che ha cominciato a delineare un’identità più chiara e precisa soprattutto grazie al nostro impegno sui SI e i NO, a partire dal nucleare per arrivare alle unioni civili o ancora al contrasto della precarietà con contratto unico, salario minimo e reddito di disoccupazione.

Abbiamo saputo costruire molto in questi pochi mesi, per questo voglio ringraziarvi tutti per il lavoro fatto, per l’energia e la fantasia che avete saputo mettere in ogni piccola azione portata a termine per far conoscere le nostre idee e la mia candidatura.

C’è chi in queste ore parla di voto utile, anche io sono per il voto utile, convinto che ogni voto è utile se serve a confermare la bontà di idee e convinzioni che devono essere alla base dell’identità del nuovo Partito Democratico: idee semplici come quella che al centro delle azioni politiche ci debba essere sempre la persona o che tutti gli individui sono uguali e come tali devono poter godere di uguali diritti.

Vi aspetto in tanti in fila ai seggi domenica 25 ottobre per dire SI ad un partito laico, unito, un partito che decide, che torna a vincere e che cambia l’Italia liberandola dagli effetti illusionistici di questa destra.

Il 25 ottobre è la nostra occasione, il 25 ottobre votiamo la mozione Marino e sorprendiamo l’Italia!

Lettera per Marino

21 ottobre 2009

Vivi il Pd, cambia l'Italia

Caro amica, caro amico,

sono Giacomo Lagona, abito proprio vicino casa tua a Cordenons, e ti scrivo perché il 25 ottobre ci saranno le primarie del Partito Democratico, i seggi sono aperti in tutta Italia dalle 7.00 alle 20.00, e nella nostra città si trova al centro Aldo Moro (qui gli altri seggi). Io andrò a votare e ho deciso di sostenere Ignazio Marino.

Marino è un chirurgo di fama mondiale che per anni ha lavorato negli USA e da tre fa il Senatore. Oggi è candidato alla segreteria del Partito Democratico e con lui come leader sono sicuro che il PD potrà cambiare l’Italia, renderla più vivibile e giusta, trasformare Berlusconi e le difficoltà che viviamo in un brutto ricordo.

So che la politica spesso annoia, delude, parla troppo. Ma nelle ultime settimane ho dedicato del tempo alla campagna di Ignazio, ho avuto modo di vederlo all’opera, e ho visto come le cose possono cambiare. Da chirurgo, chirurgo dei trapianti, Marino è abituato a badare ai fatti, a premiare il merito, a non fermarsi davanti agli ostacoli.

Mi ha convinto per la novità che rappresenta e per forza delle sue proposte: ha detto dei sì e dei no molto chiari.

NO al nucleare, SI ad un consorzio europeo per l’energia solare.

NO ai respingimenti degli immigrati, SI al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia.

NO alla precarietà, SI ad un contratto unico a tutele crescenti, a un salario orario minimo garantito e ad un reddito di disoccupazione per tutti i lavoratori.

NO alle discriminazioni, SI a diritti per tutti, dalle unioni civili al testamento biologico.

NO ai tagli sulla scuola, SI a investimenti sull’istruzione e la ricerca.

Ci sono tante persone, come noi, che vogliono un’Italia più libera, più giusta, più, solidale, più capace di reagire alla crisi. Un’Italia più forte nel guardare al futuro.

Credo che Ignazio sia la persona giusta per farlo.

Domenica 25 ottobre voterò per lui, e sarà importante essere in tanti. Segnalo in agenda: 25 ottobre, primarie del PD, votare Ignazio Marino.

Se sei curioso scrivi un commento a questo post, ti invio la mia mail personale, ne parliamo – se vuoi ti darò anche il mio numero di cellulare -, ti darò del materiale e, se vuoi, ti farò entrare in contatto con le tante persone che lo sostengono.

Ti aspetto.

Giacomo Lagona

Fate girare questa lettera personalizzandola a piacere