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Cominicato stampa

2 novembre 2009

Mercoledì 28 ottobre ’09 si è riunita la mozione Marino a Pordenone per una prima valutazione sulle primarie del 25 ottobre.

Il risultato conseguito dalla mozione a livello regionale e provinciale è stato giudicato positivo sia in relazione ai voti conseguiti, sia nella crescita del dibattito sui temi propri della mozione quali la laicità, l’etica della politica ecc.
La grande partecipazione al voto inoltre è un patrimonio che il PD deve saper valorizzare in una logica unitaria. Bisogna infatti comprendere che l’espressione di voto degli elettori su una qualsiasi delle mozioni congressuali coincide anche con un desiderio generalizzato di unità e di superamento delle continue divisioni interne. Il risultato del voto e la sua articolazione interna tra le diverse mozioni congressuali a livello regionale e provinciale, va letto quindi come una ricchezza da non disperdere nella mera definizione di una area che ha vinto e un’altra che ha perso. Al contrario, la diversità delle sensibilità presenti all’interno delle varie mozioni congressuali, permette di ragionare in modo aperto e non predeterminato sul programma regionale da definire e sugli organismi regionali da costruire.

L’elezione della Serracchiani, deve quindi ora essere accompagnata da uno sforzo che superi i documenti congressuali sui quali è avvenuto il dibattito per le primarie, lavorando sulla costruzione di una più ampia e elevata unità programmatica e gestionale del partito.
Il contributo che la mozione Marino darà in questa direzione può essere condensato, in queste prime settimane, su due temi.
Il primo è dato dalla volontà di non costituire una corrente interna al partito che rivendichi la percentuale ottenuta al congresso e i posti conseguenti. Per noi inizia una fase nuova che va affrontata in una discussione libera da appartenenze a correnti.
Il secondo riguarda la necessità di dotarsi al più presto di uno Statuto che fissi regole certe e dia nuova linfa alla vita del partito. In questo ambito è di importanza centrale la definizione di norme che favoriscano il rinnovamento dei gruppi dirigenti e degli eletti negli incarichi istituzionali e che offrano una immagine del partito attivo contro i privilegi e le lottizzazioni politiche.

La mozione Marino di Pordenone

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